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Tasi non pagata, ecco cosa succede

Il 18 giugno è scaduto il termine ultimo per versare l'acconto 2018 della tassa sui servizi indivisibili, ma cosa succede se la Tasi non è stata pagata? Andiamo a scoprirlo.

del 22/06/2018

  Nel caso in cui la Tasi non sia stata pagata e non si abbia aderito all’istituto del ravvedimento, potrebbe arrivare il cosiddetto avviso di accertamento. Molti Comuni, però, danno la possibilità di avvalersi dell’accertamento con adesione, con la conseguente possibilità di ridurre le sanzioni fino al 10%.

A pena di decadenza, la notifica dell’avviso di accertamento per la Tasi deve avvenire entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Sempre a pena di decadenza, il relativo titolo esecutivo (cartella di pagamento o ingiunzione fiscale) invece deve essere notificato al contribuente entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Ricevuto l’avviso di accertamento del Comune, è possibile presentare un’istanza di annullamento in autotutela. Se si decide di ricorrere in Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso, prima deve essere attivata la procedura del reclamo-mediazione, obbligatoria se la controversia è di importo inferiore ai 20.000 euro (sanzioni escluse). Se si decide di non ricorrere, invece, si deve pagare l’imposta, gli interessi e le sanzioni, le quali sono ridotte a un terzo, quindi, dal 30% al 10%.

Ma se non si è pagato entro le scadenze prefissate, si può comunque provvedere al pagamento in ritardo sfruttando l’istituto del ravvedimento operoso. In questo caso, oltre al contributo dovuto, si deve versare anche una determinata sanzione.

Se il versamento avviene entro i primi quattordici giorni dopo la scadenza, la sanzione è pari allo 0,1% del tributo dovuto; mentre se il pagamento avviene tra il quindicesimo e il trentesimo giorno, la sanzione è pari all’1,5% del tributo.

Nel caso in cui, invece, la Tasi venga pagata dopo trenta giorni rispetto alla scadenza, ma si provveda al pagamento entro il 30 giugno dell’anno successivo, deve essere versato l’importo dovuto, una sanzione del 3,75% dell’importo non pagato e interessi legali dell’1% sull’importo non pagato.

Nel caso in cui non si provveda al pagamento entro il 30 giugno dell’anno successivo, le sanzioni sono:

in caso di omesso o insufficiente pagamento, oltre all’importo dovuto, scatta una sanzione pari al 30% del tributo non pagato;

nel caso d’infedele dichiarazione, oltre all’importo dovuto, si paga una sanzione dal 50% al 100% del tributo non pagato;

in caso di omessa presentazione della dichiarazione, oltre all’importo dovuto, viene applicata una sanzione dal 100% al 200% del tributo non pagato.

In tutti e tre i casi, si applicano gli interessi legali aumentati di 2,5 punti percentuali sull’importo dovuto.

Per avvalersi del ravvedimento operoso Tasi, il contribuente deve barrare, nel modello F24, lo spazio “Ravv.” e indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata e i seguenti codici tributo: codice 3962 per servizi indivisibili versamento interessi e codice 3963 per servizi indivisibili versamento sanzioni.
Per approfondimenti: "Dove controllare se ho pagato Tasi? (La legge per tutti)"
fonte idealista 

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